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11/02/2010

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Intervista a Leo Ortolani (1di2)

Uno straripante Leo si concede alle nostre domande

Vorrei introdurre questa intervista con le mie più sentite scuse ai lettori, non essendo in grado di afferrare pienamente il senso delle domande. Perché, diciamocela tutta, sono ignorante. Del resto mica ho creato Sapientino. Ho creato Rat-Man. Che tanto lui se la ride, perché nessuno gli chiede niente. E se anche succedesse, risponderebbe con una sicurezza tale da far sembrare credibili anche le sue baggianate. Vabbè. Avanti con la prima domanda e scusate ancora.


“Il comico” di Emerson, “il riso” di Bergson, “l’umorismo” di Pirandello, “il motto di spirito” di Freud. Un filone glorioso che traccia una profonda linea di congiunzione fra la capacità di suscitare il riso nelle persone e l’interiorità emotiva più atavica e istintuale dell’essere umano. C’entra qualcosa con questo Rat-Man?

L’ho letta tante volte, lo giuro, ma sarà che a me pare che Emerson sia un musicista e che l’interiorità emotiva si cura con il Plasil, non ho capito la domanda. Quindi, se fossi Rat-Man e dovessi rispondere, farei finta di pensarci su seriamente, direi “è una domanda interessante” e poi, indicando improvvisamente qualcosa alle spalle di Stefano Munarini, griderei “Va’ un cormorano!” e sparirei, approfittando della sorpresa. Con la mia fortuna, però, incontrerei Freud in parcheggio.

Un “supereroe con superproblemi” è un personaggio che vive la vita. Sappiamo che c’è molto dell’uomo Leo Ortolani nel personaggio di Rat-Man; con quale attitudine tu e il tuo alter-ego, se in questi termini ne possiamo parlare, vivete la quotidianità?

Eh, il fatto è che lui si alza molto più tardi di me. E a me dà un fastidio…Che poi la spesa e tutto il resto, devo farlo io. E quando devo andare in bagno? C’è sempre lui, dentro. Per ore. Che poi diventa cieco, inutile che cerchi di negarlo e di far sparire le foto lanciandole giù dalla finestra. In condominio si sono già lamentati tutti, tranne Il signor Bindelli, del secondo piano, che secondo me ai suoi tempi saltava parecchio la cavallina. Non puoi vivere la quotidianità con qualcuno che non aiuta in casa.

Dopo tanti anni al lavoro sullo stesso personaggio, è maggiore l’affezione che si sviluppa per le sue storie o la stanchezza e la voglia di dedicarsi ad altro?

E dai. Uno ha appena finito di lamentarsi che subito andate a colpire il suo punto debole. E’ ovvio che se non gli volessi bene, a quello là, l’avrei già buttato fuori casa. Oh, una volta l’ho anche fatto, è stato tutta la notte in giro con Bindelli. Secondo me sono stati al night club. Ma poi l’ho ripreso in casa. Cosa vuoi, è l’unico personaggio che ho. Insomma, a volte mi fa impazzire, ma poi non so cosa farei senza di lui. Ma non gliela fate leggere, questa. Be’…del resto non legge, che mi preoccupo a fare?

In questi ultimi anni il pubblico lettore è diventato sempre più specializzato ed elitario, decretando che non c’era più spazio per prodotti editoriali variegati quali riviste contenitore o fanzine dove serializzare opere diverse. Credi che le cose difficilmente cambieranno in Italia, o credi che si possa e si debba invertire la rotta?

Ora, non vorrei dire, ma se la rivista contenitore contiene cose di poco conto, è chiaro che poi uno dice “che sono, fesso?” E quei due euri che ha li mette in una bella rivista monografica con un autore che sa che gli piace. Io ho amato moltissimo, le riviste contenitore degli anni 70, ma grazie, c’erano autori come Breccia, Toppi, Battaglia, Manara, eccetera! Eccetera disegnava male ma a me piaceva lo stesso. Insomma…tutta crema buona! Poi ci sono state riviste che mettevano dentro un po’ di tutto, giusto per fare polpa, modello la discografia degli anni 90, poco prima della pirateria musicale su internet, che ti facevano pagare 30/40 mila lire un cd dove c’era una canzone buona e il resto non si ascoltava due volte. Dai, su! Non potete prendere la gente per stupida! Quella, appena può, te la fa pagare. E mentre l’impero musicale si sgretolava a forza di mp3 scaricati, le riviste contenitore sono state abbandonate. Non so se si possa tornare indietro. Anche con la musica, sono lì che piangono. Bisognava pensarci prima. Prima di mancare di rispetto ai lettori.

Ironia e cinismo sono due facce della stessa medaglia? Perché?

Io non so che medaglie tu abbia vinto, ma sicuramente sarà così. Adesso, prima di volerne vincere una, ci penso due volte.

In questi anni Hollywood ha cominciato ad attingere prepotentemente dal Fumetto. In Italia, invece, sono le tue ormai celebri parodie a rileggere con ironia il mondo del Cinema. Hollywood è per te una fonte d’ispirazione pari alla Nona Arte (e della Sesta, e della Quinta, e dell’Ottava… Rat-Man Collection n.75 docet J)? Hai qualche nuovo progetto all’orizzonte, in questo senso?

Progetti ne ho sempre, ma cerco sempre un film che faccia scalpore in qualche modo, prima di dedicarmici…E soprattutto che mi lasci dentro quella voglia di rileggerlo a modo mio.
Qualcuno ha detto…AVARAT?


To be continued...

Intervista raccolta da Marco Cecini.
 

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