THE INNOCENT
Da Elena Zanzi, Su 01/07/12 22.55
Il tempo non è un fattore da poco, esso condiziona a più livelli il modo in cui fruiamo una storia. In primo luogo, sotto un aspetto scontato: il fatto che leggere qualcosa in fretta non è certo come farlo in un momento della giornata in cui siamo liberi da impegni e sicuri di non essere disturbati. Dopodiché c’è la questione legata all’età: la nostra percezione di una storia cambia in rapporto agli anni, le esperienze, i ricordi che abbiamo sulle spalle. E infine c’è l’aspetto, meno scontato, della periodicità. Quando arriviamo all’ultimo volume pubblicato di un fumetto o di un libro, inevitabilmente dobbiamo attendere l’uscita di quello nuovo. Per esempio, in Giappone opere come Naruto e Bleach sono lette a ritmo settimanale dal pubblico, in quanto pubblicate a puntate su rivista. Solo successivamente vengono raccolte in volume. Questo fa sì, per esempio, che ogni capitolo sia concepito come un’unità, con un suo climax interno e un cliffhanger finale.
A proposito di periodicità… Essendo una di quelle lettrici che, quando le piace un’opera, la leggerebbe a oltranza fino alla fine, amo le storie in un volume unico. Oltre all’effetto che dà avere in mano qualcosa di completo, c’è sempre un certo fascino nello scoprire come l’autore sia riuscito a creare un intero universo narrativo in un singolo numero.
Questa settimana vi parlo proprio di un manga in un volume unico. Si tratta di The Innocent, storia di Avi Arad, sceneggiatura di Junichi Fujisaku e disegni di Yasung Ko. In questa estate così calda e luminosa, apriamo pagina e ci ritroviamo nel mondo di tavole in bianco e nero che ci parlano di un’anima immersa nelle tenebre. È l’anima di Ash, un uomo che a quanto si dice è morto per un crimine che non ha commesso. Ad Ash verrà fornita un’occasione per ritornare sulla Terra, ma solamente a certe condizioni e per svolgere una determinata missione. Tuttavia lui non è un tipo che scende a compromessi. Ha qualcosa da fare e la farà a modo suo. Una storia dal sapore noir, che si consuma tra inquadrature cinematografiche e uno stile di disegno pulito e graffiante, in cui si intrecciano vendetta, riscatto, la ricerca della redenzione, il valore del passato nel decidere del nostro futuro. Una storia che, più che leggere, si “guarda” come un film. E non a caso il soggetto è stato ideato da quell’Avi Arad produttore di blockbuster come i film di Spider-Man, Iron Man e Thor.
Alla prossima settimana!